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I contagi da COVID-19 di medici, infermieri e altri operatori dipendenti del Servizio sanitario nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata assicurata con l’INAIL, avvenuti nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa, sono tutelati a tutti gli effetti come infortuni sul lavoro.

Lo chiarisce una nota dell’Istituto pubblicata il 17 marzo 2020, nella quale è precisato che la tutela assicurativa si estende anche ai casi in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si presenti problematica. Se l’episodio che lo ha determinato non può essere provato dal lavoratore, infatti, si presume che il contagio sia una conseguenza delle mansioni svolte.

Sono ammessi alla tutela dell’Istituto gli operatori che risultino positivi al test specifico di conferma del contagio. La tutela INAIL nei casi di infezione da nuovo Coronavirus copre: 1) assenza lavorativa dovuta a quarantena o isolamento domiciliare per l’intero periodo e quello eventualmente successivo, dovuto a prolungamento di malattia che determini una inabilità temporanea assoluta; 2) nel caso di esito fatale della malattia, è previsto un indennizzo una tantum e una rendita vitalizia ai superstiti secondo le disposizioni specifiche dell’Istituto (spetta una rendita vitalizia al coniuge, ed una rendita temporanea ai figli fino al 26° anno di età).

Anche se la nota in commento si riferisce solo al personale sanitario, secondo la normativa generale dell’istituto, ad avviso dello scrivente, in caso di infezione da nuovo CORONA-VIRUS, hanno diritto alle prestazioni INAIL tutti i lavoratori dipendenti coperti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.

Per tutti va considerato infortunio sul lavoro anche il c.d. infortunio in itinere, vale a dire il contagio contratto nel tragitto casa lavoro, ovvero negli spostamenti avvenuti per ragioni di lavoro.

L’Azienda sanitaria locale o la struttura ospedaliera/sanitaria privata di appartenenza del personale infortunato, in qualità di datori di lavoro pubblico o privato, debbono assolvere all’obbligo di effettuare, come per gli altri casi di infortunio, la denuncia/comunicazione di infortunio all’Inail. Resta fermo, inoltre, l’obbligo da parte del medico certificatore di trasmettere all’Istituto il certificato medico di infortunio.

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Avv. Emanuele Doria
Avv. Emanuele Doria
Avvocato
Avvocato. Classe 1979, formazione scientifica e laurea in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma. Scrive online su aggiornamenti e novità giurisprudenziali. Svolge assistenza e consulenza legale in materia di Diritto Civile, Lavoro, Responsabilità ed Errore medico, Assicurazioni e Risarcimento Danni, Diritto di Famiglia (Separazioni, Divorzi), Recupero Crediti nella provincia di Frosinone.

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