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Avvocato emanuele doria

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Dal 4 maggio nuove regole in materia di circolazione delle persone, dubbi, domande e risposte sulla “Fase 2”.

Molti gli interrogativi che gli italiani si stanno ponendo alla vigilia della cosiddetta “Fase 2”.

Nonostante gli annunci, riportati dalla stampa, ad oggi è vigente il DPCM 26 aprile 2020, il quale all’art. 1, prevede:

<<a) sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare “congiunti” (vd. infra) purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

b) i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (sopra i 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio …;

c) è fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;
d) è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati…;
e) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto di quanto previsto dalla lettera d) …;
f) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di
almeno un metro per ogni altra attività>>.

Ecco alcune domande cui si cerca di dare risposta.

CHI SONO I CONGIUNTI? 

Secondo quanto riportato dalla stampa, per il Governo “congiunti” includerebbe «parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili». In realtà, però, il termine “congiunti” non fa parte del vocabolario giuridico (tranne che nel Codice penale, articolo 307, che si riferisce al concetto civilistico di parenti e di affini). Il Codice civile conosce i “parenti” e gli “affini” mentre la legge 76/2016 ha introdotto la nozione di soggetti partecipi di una “unione civile” e la nozione di “conviventi di fatto”. La parola, quindi, è “equivoca” in termini di diritto. Chi sono i congiunti quindi? 

I coniugi

Non c’è bisogno di spendere tante parole per dimostrare che i coniugi rientrano tra i “congiunti”

I parenti

Sono parenti le persone che discendono da un medesimo stipite (articolo 74 del Codice civile): nonno e nipote sono parenti perché entrambi discendono dal bisnonno, mentre due fratelli sono parenti perché entrambi discendono dal padre. Nonno e nipote si dicono parenti in linea retta di secondo grado in quanto discendono l’uno dall’altro e perché tra essi intercorrono due generazioni (articolo 75 e 76 del Codice civile). Due fratelli sono parenti in linea collaterale di secondo grado in quanto non discendono l’uno dall’altro e perché salendo da un fratello allo stipite comune (il padre) e ridiscendendo fino all’altro fratello si incontrano due generazioni. In base al medesimo ragionamento zio e nipote sono parenti in linea collaterale di terzo grado e due cugini sono parenti in linea collaterale di quarto grado. La parentela non è riconosciuta oltre al 6° grado (articolo 77 del Codice civile): per aversi due parenti entro il 6° grado bisogna pensare al rapporto che intercorre tra i figli di due cuginiSe, dunque, ci si chiede se i “parenti” siano anche “congiunti” la risposta pare poter essere senz’altro affermativa. E, quindi, si devono ritenere “congiunti”, in mancanza di prescrizioni limitatrici, tutti coloro tra i quali intercorre un vincolo di parentela.

Gli affini 

Alla stessa conclusione si deve giungere con riguardo agli “affini”: essi sono (articolo 78 del Codice civile) i parenti di un coniuge rispetto all’altro coniuge. Ad esempio: i suoceri (i genitori del proprio coniuge), la nuora (la moglie del proprio figlio), il genero (il marito della propria figlia), i cognati (i fratelli e le sorelle del proprio coniuge). In base alla regoletta latina secondo cui adfines inter se non sunt adfines, non vi è alcun rapporto giuridico tra i parenti dei coniugi. Come detto, l’affinità riguarda infatti i rapporti tra uno dei coniugi e i parenti dell’altro coniuge e non il rapporto di questi parenti tra loro.

I soggetti partecipi di un unione civile

Le persone del medesimo sesso che hanno stipulato una unione civile sono parificate quasi del tutto alle persone che hanno contratto un matrimonio “tradizionale” (quindi gli uniti civili, tra loro, sono sicuramente da considerare come “congiunti”).

I conviventi di fatto

Si dice convivenza di fatto il rapporto tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. La convivenza di fatto non genera “affinità” tra uno dei conviventi e i parenti dell’altro. 

I fidanzati e gli amici

Se si ammette di estendere il concetto di “congiunti” a qualsiasi relazione affettiva o amichevole, la norma in commento sarebbe svuotata di contenuto, perché non vi sarebbe evidentemente più alcun limite al suo perimetro applicativo. Quindi, presupponendo che il legislatore non abbia voluto questo risultato, pare di doversi concludere che chi ha relazioni affettive “non giuridicamente strutturate” debba pazientare ancora un po’. Il legislatore, dunque, farebbe bene a specificare che cosa intende davvero, magari attraverso le Faq che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi.

Altre domande.

1) Il mio fidanzato abita in un altro Comune, ma nella stessa Regione. Posso andare a trovarlo? In attesa delle Faq della Presidenza del Consiglio dei Ministri o di un intervento correttivo dell’ultimo Dpcm del 26 aprile, si può andare a trovare la persona soltanto se si tratta di una “relazione stabile”, caratterizzata da una vicendevole assistenza morale e materiale (difficile da provare, vd. punto 3).

2) La mia fidanzata abita in un’altra Regione, posso andare a trovarla?
No, se non eravate conviventi e quindi non si ha almeno il domicilio in quel luogo.

3) Come si dimostra in concreto l’«affetto stabile»?
Per la giurisprudenza: mutuo in comune, bollette cointestate, uso promiscuo della macchina. Non è indispensabile dimostrare la convivenza, ma potrebbe essere un indicatore utile.

4) Se vado a trovare il mio fidanzato che abita nello stesso Comune devo portare con me l’autocertificazione?
Sì, perché occorre sempre giustificare lo spostamento. Secondo alcuni commentatori, in attesa di un intervento correttivo o di una interpretazione chiarificatrice, potrebbe essere utile portare con sé un eventuale contratto di mutuo intestato a entrambi, copia delle bollette o degli estratti di conti correnti cointestati. Difficile infatti dimostrare all’agente in altri modi che la relazione sia «stabile».

5) Sono stato fuori Regione, adesso vorrei rientrare nell’appartamento che ho in affitto a Roma, posso farlo?
Sì, basterà produrre copia del contratto di locazione, si tratta in questi casi del proprio domicilio.

6) Posso andare a correre o in bici?
Sì è consentito fare sport individualmente ma conservando la distanza di due metri dagli altri.

7) È possibile provare una residenza diversa da quella anagrafica?
La prova della residenza può essere fornita con ogni mezzo, anche indipendentemente dalle risultanze anagrafiche o in contrasto con esse, posto che queste hanno valore presuntivo, essendo la residenza della persona determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un dato luogo.

8) È possibile avere più di un domicilio?
No, dall’articolo 43 del Codice civile si ricava il principio di unicità del domicilio.

9) Come si può provare il domicilio?
Spesso coincide con la residenza, ma non sempre. In questo periodo in cui molte attività restano sospese, lo spostamento per motivi di lavoro potrebbe non essere giustificato, mentre lo sarebbe quello per rientrare al proprio domicilio. In questo caso occorrerà portare con sé, oltre all’autocertificazione, un eventuale contratto di locazione, una dichiarazione scritta di un coinquilino, un amico o qualsiasi altra persona che dichiarerà sotto la propria responsabilità di abitare con noi o di averci concesso quell’immobile in uso o in comodato. È ammesso allora il rientro degli studenti, anche se l’università è chiusa, così come sarà possibile rientrare nella casa di un familiare concessa in uso proprio per garantire un distanziamento maggiore.

10) Posso andare alla casa al mare?
La seconda casa, e tanto meno una casa presa in affitto per un certo periodo di tempo, non rientrano nel concetto di abitazione, secondo l’interpretazione giuridica. Quindi non dovrebbe essere permesso andarci. Sarà possibile rientrare nelle seconde case soltanto per attività di manutenzione urgenti e indifferibili.

PER MAGGIORI CERTEZZE ATTENDIAMO LE FAQ DEL GOVERNO

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Avv. Emanuele Doria
Avvocato
Avvocato. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma. Scrive online su aggiornamenti e novità giurisprudenziali. Svolge assistenza e consulenza legale in materia di Diritto Civile, Diritto del Lavoro, Responsabilità ed Errore medico, Assicurazioni e Risarcimento Danni, Diritto di Famiglia (Separazioni, Divorzi), Recupero Crediti nella provincia di Frosinone, Fori di Cassino, Frosinone e Roma.
Ha maturato una particolare esperienza in materia di Risarcimento danni da incidenti stradali gravi e mortali nonchè in materia di Diritto Sanitario, Risarcimento danni per Malasanità ed Errore medico. Tutela le vittime di sinistri stradali, nonchè le vittime di malasanità, curando in prima persona i rapporti con le compagnie di assicurazione. Chiama per un appuntamento: +39 3288321751
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